L’idea progettuale che sottende il progetto
regionale “Piemonte … sei a casa” è estremamente
intrigante e ha sollecitato la fantasia e la vena progettuale dell’associazione
A.L.E.R.A.MO. Onlus che già, durante la sua breve vita, ha immaginato
progetti finalizzati a migliorare il rapporto degli abitanti del Monferrato
con il proprio territorio, a costruire senso dell’appartenenza
ed orgoglio per la propria terra, prerequisiti essenziali a costruire
accoglienza.
Lasciando alla mente il vagare tra i ricordi storici si cercherà di
restituire al Monferrato il prestigio conosciuto al tempo dei Paleologi,
Imperatori d’Oriente e Signori del Monferrato per due secoli
di espansione e splendore.
In questa ottica si sono perciò immaginate una serie di azioni dirette
a vincere la naturale ritrosia e riservatezza degli abitanti del Monferrato,
a migliorare la qualità del servizio ricettivo, ad ampliare i servizi
offerti, a costruire un rapporto tra gli eventi culturali proposti
e la ricettività.
I principi cardine del progetto sono da un lato la dualità del termine
<<ospite>> che così bene esterna il concetto transitivo
di ospitalità come qualità reciproca di accoglienza e fruizione del
piacere di condividere – spazi, cibo, risorse, esperienze, sentimenti
– dall’altro il nesso intrinseco e antico tra <<bello
e buono>> da applicare al territorio, alle offerte culturali
e soprattutto ai luoghi di sosta e di ristoro.
Il progetto è in perfetta aderenza alle finalità individuate dalla
Regione come intervento migliorativo dell’accoglienza turistica
a tutto tondo e come rafforzamento della capacità commerciale e competitiva
nei confronti di altri territori e si prefigge di promuovere una campagna
“accoglienza”, con iniziative dirette a migliorare la
professionalità degli operatori turistici, iniziative culturali per
aumentare l’afflusso turistico e la fidelizzazione e comunque
a qualificarla.
Il progetto si prefigge di migliorare la professionalità di tutti
gli “operatori” indistintamente al fine di rafforzare
l’offerta turistica rendendola “più bella e più buona”.
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