Premessa

Il progressivo degrado della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, il declino delle attività economiche e culturali, il disagio diffuso, il decadimento dell’istruzione pubblica e privata anche a livello universitario, l’impoverimento progressivo dei ceti medi della popolazione, il senso della precarietà sia economica che nei rapporti affettivi, il senso di dissolvimento del consesso sociale, la perdita di identità culturale e religiosa, se da un lato inducono ad una rassegnazione carica di frustrazione e di pericolosa animosità dall’altro sollecitano alla ricerca di mezzi di espressione, di partecipazione e di costruzione del futuro.
A tale scopo, nella convinzione che è indispensabile progettare un sistema innovativo di recupero economico del territorio, costruire nuove prospettive di lavoro, valorizzare le risorse esistenti e le competenze che, altrimenti ricercano altrove opportunità di inserimento nel processo lavorativo e di ricerca scientifica, ma soprattutto che è indispensabile ed urgente ideare un diverso sistema di relazioni pubbliche e private, si vuole sollecitare tutte le risorse esistenti sul territorio al fine di creare insieme il futuro del “Monferrato”.
Nel contempo lo scopo ultimo non risiede esclusivamente nelle attività di promozione e di realizzazione economica e culturale, ma precipuamente nel sistema di relazioni che si vuole costruire e radicare diretto a modificare integralmente l’attuale sistema di rapporti privati e pubblici.
Solo una <> pacifica ma non silenziosa può fornire gli strumenti indispensabili alla realizzazione di un progetto ambizioso ed anche nel complesso semplice e immediato.
Lo scopo che l’Associazione si prefigge è la realizzazione di uno sviluppo economico, sociale e culturale omogeneo e libero che coinvolge ogni parte del territorio interessato.
Solo dando voce ai Comuni e ai cittadini, singoli o in gruppi di interesse, è possibile comprendere le esigenze, conoscere le potenzialità e creare le basi per uno sviluppo concreto, armonico e duraturo.

Statuto

Art.1 Costituzione
1. E’ costituita con sede in Casale Monferrato via Ruffino Alliora, 32 l’Associazione denominata Associazione di Libero sviluppo Economico-culturale per la Rinascita Asintotica del Monferrato A.L.E.R.A.MO. organizzazione non lucrativa di utilità sociale (Onlus) di seguito detta Associazione.
2. L’associazione:
persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale;
svolge unicamente le attività indicate nel successivo articolo e quelle ad esse direttamente connesse;
non distribuisce, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la sua esistenza, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale che, per legge, statuto o regolamento, fanno parte della medesima ed unitaria struttura;
impiega gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse;
in caso di scioglimento per qualunque causa, devolverà il patrimonio dell’organizzazione, sentito l’organismo di controllo, ad altre Onlus o a fini di pubblica utilità, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.
3. Quanto indicato nel precedente comma, seguirà i limiti e le condizioni previste dal decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460.
4. L’associazione ha durata illimitata.

Art.2 Attività
1. L’Associazione svolge le seguenti attività nell’ambito del territorio identificato storicamente come antico Marchesato del Monferrato nella sua massima estensione e comprendente anche il territorio della Diocesi di Casale Monferrato:
- tutela, valorizzazione, manutenzione e conservazione dell’ambiente naturale e delle risorse forestali, zootecniche, agricole ed idriche;
- individuazione, approfondimento e promozione di studi, ricerche, sperimentazioni relative all’ambiente ed alle attività correlate al fine di ottimizzare coltivazioni, raccolta, trasformazione di prodotti “naturali” e sviluppare tecnologie ecocompatibili per la vitivinicultura, agricoltura biologica, apicoltura, coltivazioni e allevamenti in genere;
- ricerca, sperimentazione e sviluppo nell’uso e nella produzione di energie alternative;
tutela, valorizzazione, manutenzione, conservazione e salvaguardia dell’ambiente costruito, controllo e monitoraggio della nuova edificazione;
- tutela, valorizzazione, manutenzione, conservazione e salvaguardia dei beni architettonici, monumentali e delle preesistenze archeologiche;
- creazione di strutture atte a rendere fruibili le ricchezze del territorio;
- studi, ricerche, progetti, iniziative in campo culturale, artistico e religioso;
- formazione professionale negli ambiti: ambientale, culturale, artigianale, agricolo, gestionale;
- formazione culturale, educazione ed ogni altra attività o iniziativa finalizzata al raggiungimento degli scopi dell’associazione;
- costruzione di una rete che divenga strumento di relazione fra tutte le attività svolte nel territorio per la promozione dei prodotti e delle ricchezze locali e nel contempo costituisca momento di scambio culturale nell’ambito territoriale e del territorio con il resto del mondo;
- collaborazione ed interazione continuativa con Enti Pubblici e Privati, realtà locali e strutture imprenditoriali.
2. Nella convinzione che sempre di più prevalga la necessità di privilegiare il come e il perché si agisce sul territorio, l’associazione si prefigge lo scopo di elaborare strategie di sviluppo e di crescita economico – culturale secondo una logica equa e solidale.
Per equo si intende un metodo politico diretto ad ottenere uno sviluppo che privilegi la persona umana e la sua piena realizzazione, compatibile con l’ambiente, in sintonia con la vocazione naturale e culturale del territorio, supportato da valori etici condivisibili e condivisi, proiettato alla creazione nel futuro di una realtà sociale, ambientale, culturale e religiosa ove ognuno sia riconosciuto come soggetto di diritti, sia soddisfatto nei suoi bisogni e possa esprimere le proprie potenzialità.
Per solidale si intende un metodo politico diretto ad offrire opportunità di lavoro, di crescita economica e culturale sollecitando le professionalità e le capacità individuali e di gruppo, con lo scopo finale di ottenere la migliore diffusione del benessere.
A tale scopo è indispensabile consentire sia ai singoli cittadini, alle associazioni, agli enti locali, pubblici e privati, ma soprattutto a gruppi spontanei di cittadini uniti da un fine comune, anche se transitorio e dettato dalla necessità di soddisfare un interesse degno di tutela immediata, di esprimere la propria opinione e apportare le proprie competenze.
Con questo intento si reputa essenziale la partecipazione all’associazione di gruppi spontanei di cittadini d’appresso denominati <>.
3. L’Associazione potrà svolgere attività direttamente connesse a quelle istituzionali, ovvero accessorie in quanto integrative delle stesse, nei limiti consentiti dal D. Lgs. 4.12.97 nr. 460 e successive modificazioni ed integrazioni.

Art.3 Soci
1. Sono Soci quelli che sottoscrivono il presente statuto e quelli che ne fanno richiesta e la cui domanda di adesione è accolta dal consiglio di gestione, visto anche quanto statuito dal successivo art. 15.
2. Nella domanda di adesione l’aspirante socio dichiara di accettare senza riserve lo statuto dell’associazione. L’iscrizione decorre dalla data di delibera del consiglio di gestione.
3. Tutti i soci cessano di appartenere all’associazione per:
dimissioni volontarie;
non aver effettuato il versamento della quota associativa per almeno due anni;
morte;
indegnità deliberata dal comitato. In quest’ultimo caso è ammesso ricorso al collegio arbitrale il quale decide in via definitiva.
4. I soci possono svolgere anche attività non retribuita.
5. Possono essere soci: i singoli; le libere associazioni, gli enti pubblici, gli enti locali territoriali, i consorzi privati e pubblici, i comitati.

Art.4 Diritti e obblighi dei soci
1. Tutti i soci hanno diritto a partecipare alle assemblee, a votare direttamente o per delega, e a recedere dall’appartenenza all’associazione.
2. I soci sono tenuti a rispettare le regole del presente statuto, a pagare le quote sociali e i contributi nell’ammontare fissato dall’assemblea.
3. Tra gli associati vige una disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative.

Art.5 Organi
1. Sono organi dell’associazione:
l’assemblea;
il consiglio di gestione;
il presidente ed il vice-presidente;
il collegio dei revisori dei conti;
il comitato consultivo.

Art.6 Assemblea
1. L’assemblea è costituita da tutti i soci.
2. Essa si riunisce, in via ordinaria, una volta all’anno e, in via straordinaria, ogni qualvolta il presidente lo ritenga necessario.
3. Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell’ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 7 giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera, fax o e-mail).
4. La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei soci e dal comitato consultivo; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 15 giorni dal ricevimento della richiesta e l’assemblea deve essere tenuta entro quindici giorni dalla convocazione.
5. In prima convocazione l’assemblea è regolarmente costituita con la presenza della metà più uno dei soci, presenti in proprio o per delega da conferirsi ad altro socio. In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci presenti, in proprio o per delega.
6. Ciascun socio ha un solo voto e non può essere portatore di più di 3 deleghe.
7. Le deliberazioni dell’assemblea sono adottate a maggioranza semplice dei presenti, fatto salvo quanto previsto dal successivo articolo 21.
8. L’assemblea ha i seguenti compiti:
- eleggere il presidente;
eleggere i membri del comitato;
- eleggere i componenti del collegio dei revisori dei conti;
- fissare la quota di cui all’art.15;
- approvare il programma di attività proposto dal comitato;
- approvare il bilancio preventivo;
- approvare il bilancio consuntivo;
- approvare o respingere le richieste di modifica dello statuto di cui al successivo articolo 21;
- stabilire l’ammontare delle quote associative e dei contributi a carico dei soci.

Art.7 Consiglio di gestione
- Il consiglio di gestione è eletto dall’assemblea ed è composto da 12 membri. Esso può cooptare altri membri, in qualità di esperti. Questi ultimi possono esprimersi con solo voto consultivo.
- Fa parte del consiglio 1 socio fondatore quale garante dei principi ispiratori e degli obiettivi dell’Associazione
- Il consiglio si riunisce almeno una volta ogni 2 mesi.
- Le riunioni sono convocate dal presidente, con predisposizione dell’ordine del giorno indicante gli argomenti da trattare, almeno 5 giorni prima della data fissata, con comunicazione scritta (lettera, fax o e-mail).
- La convocazione può avvenire anche su richiesta di almeno un terzo dei componenti; in tal caso il presidente deve provvedere, con le modalità di cui al comma 3, alla convocazione entro 10 giorni dalla richiesta e la riunione deve avvenire entro quindici giorni dalla convocazione.
- Il consiglio è regolarmente costituito con la presenza della metà più uno dei componenti.
- Il consiglio ha i seguenti compiti:
- eleggere il vice-presidente;
- nominare il segretario;
- fissare le norme per il funzionamento dell’associazione, che dovranno essere approvate dall’assemblea ordinaria dei soci con maggioranza semplice;
- sottoporre all’approvazione dell’assemblea i bilanci preventivo e consuntivo annuali;
- determinare il programma di lavoro in base alle linee di indirizzo contenute nel programma generale approvato dall’assemblea, promuovendone e coordinandone l’attività e autorizzandone la spesa;
- accogliere o rigettare le domande degli aspiranti soci;
- ratificare, nella prima seduta utile, i provvedimenti di propria competenza adottati dal presidente per motivi di necessità e di urgenza;
- nominare il componente del collegio arbitrale di spettanza dell’associazione
- determinare gli eventuali compensi in funzione di particolari compiti assegnati;
-determinare contributi per iniziative ricadenti nell’oggetto sociale;
- richiedere contributi per iniziative inerenti l’oggetto sociale.

Art.8 Presidente e vice-presidente
1. Il presidente, che è anche presidente dell’assemblea e del comitato, è eletto dall’Assemblea a maggioranza semplice.
2. Egli cessa dalla carica secondo le norme del successivo articolo 13 e qualora non ottemperi a quanto disposto nei precedenti articoli 6, comma 4 e 7, comma 4.
3. Il presidente rappresenta legalmente l’associazione nei confronti di terzi e in giudizio. Convoca e presiede le riunioni dell’assemblea e del comitato.
4. In caso di necessità e di urgenza, assume i provvedimenti di competenza del comitato, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione utile.
5. In caso di assenza, di impedimento o di cessazione del Presidente, le relative funzioni sono svolte dal vice-presidente o, in sua assenza, dal componente del comitato più anziano di età.

Art.9 Segretario
1. Il segretario coadiuva il presidente e ha i seguenti compiti:
- provvede alla tenuta ed all’aggiornamento del registro dei soci;
- provvede al disbrigo dell’ordinaria amministrazione;
- è responsabile della redazione e della conservazione dei verbali
- delle riunioni degli organi collegiali;
- predispone lo schema del progetto di bilancio preventivo, che sottopone al comitato entro il mese di ottobre, e del bilancio consuntivo, che sottopone al comitato entro il mese di marzo;-
- provvede alla tenuta dei registri e della contabilità dell’associazione nonché alla conservazione della documentazione relativa;
- provvede alla riscossione delle entrate e al pagamento delle spese in conformità alle decisioni del comitato.

Art.l0 Collegio dei revisori dei conti
l. Il collegio dei revisori dei conti è costituito da tre componenti effettivi e da due supplenti eletti dall’assemblea. Esso elegge nel suo seno il presidente.
2. Il collegio esercita i poteri e le funzioni previsti dagli articoli 2403 e seguenti del codice civile.
3. Esso agisce di propria iniziativa, su richiesta di uno degli organi oppure su segnalazione anche di un solo socio fatta per iscritto e firmata.
4. Il collegio riferisce annualmente all’assemblea con relazione scritta, firmata e distribuita a tutti i soci.

Art.11 Collegio arbitrale
1. Qualsiasi controversia dovesse sorgere per l’interpretazione e l’esecuzione del presente statuto tra gli organi, tra gli organi e i soci oppure tra i soci, deve essere devoluta alla determinazione inappellabile di un collegio arbitrale formato da tre arbitri amichevoli compositori, i quali giudicheranno “ex bono ed aequo” senza formalità di procedura, salvo contraddittorio, entro 60 giorni dalla nomina.
2. La loro determinazione avrà effetto di accordo direttamente raggiunto tra le parti.
3. Gli arbitri sono nominati uno da ciascuna delle parti ed il terzo dai primi due o, in difetto di accordo, dal presidente del Tribunale di Sondrio, il quale nominerà anche l’arbitro per la parte che non vi abbia provveduto.

Art. 12 Il comitato consultivo
1. I comitati spontanei ammessi all’associazione hanno diritto di eleggere i membri del comitato consultivo che sarà costituito da tre membri permanenti e due supplenti.
2. I comitati spontanei predispongono proposte e linee di indirizzo previo monitoraggio della situazione territoriale.
3. Il comitato consultivo ha il compito di presentare le iniziative espresse dai comitati spontanei e fa parte di diritto del consiglio di gestione come organo consultivo.
4. Il comitato consultivo ha anche il compito di controllo al fine di verificare che ogni proposta sia esaminata ed elaborata in uno studio di fattibilità.

Art.13 Durata delle cariche
1. Tutte le cariche sociali hanno la durata di tre anni e possono essere riconfermate.
2. Le sostituzioni e le cooptazioni effettuate nel corso del triennio decadono allo scadere del triennio medesimo.

Art.14 Risorse economiche
1. L’associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:
- quote associative;
- contributi dei soci;
- contributi dei privati;
- contributi dello Stato, di enti e di istituzioni pubbliche;
- contributi di organismi internazionali;
- donazioni e lasciti testamentari;
- introiti derivanti da convenzioni;
- rendite di beni mobili o immobili pervenuti all’associazione a qualunque titolo.
2. I fondi sono depositati presso gli istituti di credito stabiliti dal consiglio di gestione.
3. Ogni operazione finanziaria è disposta con firma del presidente o da chi è munito di procura speciale conferita dal consiglio di gestione.

Art.15 Quota sociale
1. La quota associativa a carico dei soci è fissata dall’assemblea. Essa è annuale; non è frazionabile nè ripetibile in caso di recesso o di perdita della qualità di socio.
2. I soci non in regola con il pagamento delle quote sociali non possono partecipare alle riunioni dell’assemblea nè prendere parte alle attività dell’associazione. Essi non sono elettori e non possono essere eletti alle cariche sociali.

Art.16 Bilancio o rendiconto
1. Ogni anno devono essere redatti, a cura del consiglio di gestione, i bilanci preventivo e consuntivo (rendiconti) da sottoporre all’approvazione dell’assemblea che deciderà a maggioranza di voti.
2. Dal bilancio (rendiconto) consuntivo devono risultare i beni, i contributi e i lasciti ricevuti.
3. Il bilancio (rendiconto) deve coincidere con l’anno solare.

Art.17 Divieto di distribuzione utili
Durante la vita dell’associazione non si potrà dar luogo in alcun modo a distribuzione di utili e avanzi di gestione, nonché di fondi, di riserve o capitale, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento facciano parte della medesima ed unitaria struttura.

Art.18 Impiego degli utili
L’associazione è obbligata ad impegnare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Art.19 Devoluzione del patrimonio
L’associazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ha l’obbligo di devolvere il proprio patrimonio ad altre organizzazioni non lucrative di attività sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della Legge 23 Dicembre 1996 nr. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art.20 Denominazione dell’associazione
L’associazione farà uso, nelle comunicazioni rivolte al pubblico ed in qualsiasi segno distintivo che intenderà adottare, nella propria denominazione della locuzione “Organizzazione non lucrativa di attività sociale” o dell’acronimo “ONLUS”.

Art.21 Modifiche allo statuto
I. Le proposte di modifica allo statuto possono essere presentate all’assemblea da uno degli organi o da almeno 1/3 dei soci. Le relative deliberazioni sono approvate dall’assemblea con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei soci.

Art.22 Norma di rinvio
I. Per quanto non previsto dal presente statuto, si fa riferimento alle vigenti disposizioni legislative in materia.