Estratto da: MOKED Il Portale dell’Ebraismo Italiano

La scorsa settimana ho ricordato Enrico Castelnuovo, il grande storico dell’arte che da qualche mese ci ha lasciato. Nei giorni tristi in cui Enrico ci lasciava, le Langhe, il Roero e il Monferrato ottenevano il riconoscimento del World Heritage List dell’Unesco, ovvero divenivano patrimonio dell’umanità. C’è di che esserne orgogliosi – almeno fino a quando riusciremo a conservare questo patrimonio per le generazioni future. La capitale non potrà che essere Moncalvo, il cui cimitero è una delle sette meraviglie dell’ebraismo nazionale. Non così, purtroppo, la sinagoga, da decenni abbandonata. Su questo luogo convergono frutti di antiche benedizioni e moderne narrazioni letterarie. “La grande battaglia” degli ebrei a Moncalvo è una sorta di Meghillah del giudaico-piemontese. A Moncalvo è nato G. Sacerdote, socialista e traduttore. In questi giorni in cui, prima delle festività autunnali, ci rechiamo sulle tombe dei nostri cari, la vecchia statale da Torino almeno negli ultimi due chilometri, bisognerebbe farla a piedi, per arrivare al vecchio cimitero di Moncalvo al tramonto.

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